giovedì 5 luglio 2012

Repressione brutale della polizia contro i lavoratori nella vicina Ciñera

Per altre info, vedere:
La polizia spagnola dà "la caccia" ai minatori in un paese del Leòn

da jsmutxamel

Quando abbiamo pensato di aver visto tutto, quando credevamo che i pestaggi brutali condotti dalla Polizia di Stato contro gli adolescenti di Valencia avesse superato i limiti etici e che non si sarebbero ripetuti, abbiamo visto ieri un crescente aumento della repressione...repressione che ha raggiunto livelli di vera dittatura e di Stato di polizia.

Oggi, per la quarta volta consecutiva, le proteste minerarie sono state innescate di nuovo dalla stessa popolazione dei giorni precedenti. La repressione ha cercato di schiacciare nel sangue e fuoco, con terrorismo poliziesco, ma, ancora una volta, i minatori hanno resistito coraggiosamente con una calma orgogliosa: mi riferisco al popolo delle montange del Leon. Mi riferisco a Ciñera.

Oggi, dopo l'avvio di una manifestazione nel N-630, la polizia antisommossa è è entrata nel paese con l'ordine di venire "a saco". E così, rispettando gli ordini, hanno imitato i torturatori delle dittature, che agivano sotto l'egida dell' "obbedienza dovuta", distruggendo tutto e tutti.
E ciò non era molto diverso in Ciñera, dove la democrazia ha brillato per la sua assenza, e la scena di oggi ha ricordato quei tempi in cui l'odore della catena, della naftalina, del rancio e della canfora, permeavano il quotidiano. Questo ai tempi della sinistra dittatura, anche se oggi non è molto diverso da allora.

Sono entrati "a saco". Dopo molti tentativi falliti perché, a quanto pare sono stati installati degli inibitori di frequenza mentre la polizia caricava, secondo quanto riferito dai vicini di casa, i manifestanti e la popolazione del paese hanno potuto contattare da Alicante, con la gente che era in attesa all'interno della propria casa e guardava impotente la festa orribile dei sadici criminali che attaccavano. Perchè Ciñera è diventate teatro della violazione dei più fondamentali diritti umani da parte di costoro, il quale pensavano stizziti, come in passato, nella città di Reinosa, "questi rossi di merda, non osano inginocchiarsi ai nostri piedi".

Attraverso il telefono e con grande difficoltà, ho saputo  che sparavano in maniera indiscriminata gas lacrimogeno e proiettili di gomma contro tutto ciò che attraversava il percorso del GRS. Un vicino di nome Paco, di 60 anni, ha avuto la sfortuna, mentre andava a fotografare l'enorme quantità di palline di gomma che erano per le strade del paese, di trovare i poliziotti: essi gli hanno spaccato la testa con i calci dei fucili e manganelli, e dopo che non reagiva più, i poliziotti si sono fermati. E lo hanno arrestato.
Questo è il momento nel quale un uomo viene massacrato dalla polizia e che poi sarà arrestato.
Anche se questo piccolo uomo è stato schiacciato, è sempre un buon momento per dargli un'altra botta, e godono dal piacere (basta vedere la faccia del maiale che sorride)
Effetti della repressione e del sadismo poliziesco
Uno dei vicini ha cercato di aiutare il suo amico che era stato arrestato (aveva il casco per paura dei proiettili di gomma). Per fermarlo, hanno sfondato la porta e sono entrati in un palazzo, dove hanno arrestato il ragazzo.

Arrestato e legato con le corde, una pratica delle dittature del terzo mondo.
Il terrore (e i terroristi) si sono installati per le strade di Ciñera, sparando proiettili di gomma indiscriminatamente. La popolazione ha evitato di stare vicino alla finestra, in quanto i proiettili raggiungevano le finestre. Hanno filmato dei video nascosti, per evitare mali maggiori.

Vídeo durante gli scontri:  http://www.twitvid.com/6ZMLL
Foto dei "pacificatori". Ciñera infestata dalla polizia antisommossa
Tuttavia, la rabbia stava crescendo tra la popolazione, per il sadismo, le belle parole che i poliziotti coraggiosi dicevano, sfruttando il potere che avevano nelle loro mani e che usavano come "margine di manovra".
"Caccia a Ciñera"...o questo sembra
Stazionano negli angoli, non sapendo che fare
Gli abitanti di Ciñera, durante le cariche della polizia.

Vetri delle auto rotti dai proiettili di gomma, le finestre delle case colpite dai proiettili di gomma, ingresso illegali nelle proprietà privata.... Questa è l'immagine triste della polizia a Ciñera.

Ecco un dossier completo di immagini inviate dagli abitanti di Ciñera, per darvi un'idea della brutalità senza limiti dei creatori del terrore: la polizia spagnola.

Tra l'altro ho aggiunto i testi esplicativi in castigliano, inglese e francese degli eventi di Ciñera, e sono stati referiti anche alle organizzazioni internazionali per i diritti umani e alle agenzie di stampa internazionali che sono noti nel mettere a nudo l'entità degli abusi della polizia, soprattutto quegli abusi avvenuti contro gli abitanti di Ciñera de Gordòn, una città che, da oggi, è nelle nostre memorie come un esempio di resistenza all'ingiustizia, all'arbitrarietà e alla sfrontatezza di alcuni individui in divisa e analfabeti.

Foto: http://comunidad.lne.es/galeria-multimedia/Cuencas/Enfrentamientos-entre-mineros-antidisturbios-Ciera/44245/14.html


"Batalla campal en Ciñera": http://www.publico.es/espana/439160/batalla-campal-en-cinera-entre-guardias-civiles-y-mineros

Vídeo- Noticias Cuatro: http://www.cuatro.com/noticias/economia/mineros-Leon-Cinera-cortan-carretera-via_tren_0_1643835630.html

Video sopra le cariche ne la Sexta Noticias: http://www.lasextanoticias.com/videos/ver/batalla_campal_minera_en_cinera/617813

Cronaca de LeoNoticias: http://www.leonoticias.com/frontend/leonoticias/Soria-enciende-La-dinamita-Que-Estalla-En-Cinera-vn101258-vst445

Dal Diario de León: http://www.diariodeleon.es/noticias/afondo/dos-detenidos-en-cinera-en-enfrentamientos-entre-mineros-y-policia_704259.html
(tradotto da NexusCo)

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Estratto dell'articolo "Maggioranza e Minoranza"

Noi non vogliamo imporre niente a nessuno, ma non intendiamo sopportare imposizioni di alcuno.
Felicissimi di veder fare da altri quello che non potremo far noi, pronti a collaborare cogli altri in tutte quelle cose quando riconosciamo che da noi non potremmo far meglio, noi reclamiamo, noi vogliamo, per noi e per tutti la libertà di propaganda di organizzazione di sperimentazione
La forza bruta, la violenza materiale dell’uomo contro l’uomo deve cessare di essere un fattore della vita sociale.
Noi non vogliamo, e non sopporteremmo gendarmi, nè rossi, nè gialli, né neri. Siamo intesi?
[cit. Umanità Nova anno I, n 168, Milano il settembre 1920.]