venerdì 2 marzo 2012

L'origine delle Misiones Sociales in Venezuela (Un esempio di politica elettorale e fraudolenta)

da Liberar Las Mentes


Siamo davanti a una nuova campagna elettorale. Dal mese di aprile del 2011, gli attori della farsa sono il governo e le opposizioni, che hanno chiamato questa battaglia come la "Madre di tutte le battaglie". Come al solito, per queste "battaglie", intendono che il governo userà la sua grande arma elettorale: le misiones e i programmi sociali.

La rendita petrolifera verrà utilizzata come strumento elettorale.
Dallo scorso anno, con la creazione della cosidetta Gran Misiòn Vivienda [1], il governo con meno soldi rispetto ai precedenti dodici anni, promette di costruire 7,5 viviendas in più rispetto agli scorsi anni e nella metà del tempo. Ma oltre a questo richiamo, così come la riduzione dell'orario di lavoro e l' "Acellerare la redistribuzione delle risorse del Venezuela a favore dei poveri" ha raggiunto un picco in occasione della Riforma costituzionale del 2007; la combo elettorale del 2012 comprendono i programmi "En Amor Mayor, Hijos de Venezuela e la Gran Misiòn Saber y Trabajo", programmi con i quali si propone di ripartire uno dei BsF 430 mensili, e tra quelli favoriti da questo vi è questo; ovviamente per tutta la durata del carnevale elettorale. Questo programma totalmente assistenzialista e demagogico è presentato, ancora una volta, da tecnici e persone del regime come una strategia efficace che "tenderà ad avere un'incidenza diretta nel ridurre la povertà estrema", come ha affermato il "Mago della Statistica dell'INE", il Sr. Elias Eljuri.

Non è causale che la bandiera principale del governo del Sr. Chavez siano le famose misiones sociales, le quali sono state presentate sia come un buon esempio di "inclusione sociale", che come segno di "umanesimo e amore per i poveri", nato dallo spirito disticcato del presidente e che visualizza il carattere socialista della "rivoluzione" bolivariana che sta avendo successo in Venezuela. Tuttavia, al di là del discorso, è innegabile che le misiones sono state il principale strumento di propaganda per vincere e una macchina per voti, e la maggior parte sono un controllo sociale molto efficace di un settore della popolazione, basato nella distribuzione a pioggia di soldi che comprino la fedeltà .

In uno delle sue classiche confessioni pubbliche, il presidente ha spiegato in dettaglio il vero carattere elettorale e populista delle misure

Facciamo un pò di storia.
 Il Referendum Revocatorio dell'agosto 2004, ha avuto per la prima volta nella storia del paese la proroga fino a mezzanotte del 15 agosto della consulta elettorale. I risultati sono stati rilasciati prima del 16 e mettono in discussione l'invincibilità decantata da Chavez e soprattutto della sua "alta popolarità", che secondo le indagini ufficiali, aveva raggiunto l'80%.

I risultati di questo referendum, insieme a quello di ottobre dello stesso anno, hanno portato a una revisione di tutta la politica del governo, i cui attori vennero esposti da Chavez in un Seminario ad alto livello "La nuova mappa strategica", tenutasi il 12 e 13 novembre 2004 a Fuerte Tiuna. L'evento ha visto la partecipazione di buona parte del personale del governo e di tutti i livelli: nazionali e regionali, politici, militari economisti etc. L'obiettivo, secondo Chavez  “è cercare di sviluppare uno strumento generale su quello che io chiamo la nuova era, in cui siamo entrati”[2]. (Sic)Data l'importanza di questo pezzo di storia, riproduciamo alcune parti dell'intervento del Presidente, che racconta in dettaglio le ragioni che hanno portato lui e il suo governo a stabilire, con il sostegno del governo di Cuba, le famose Misiones Sociali.

Perché sono nate le Misiones Sociales?
In primo luogo, il risultato di sfiducia, dubbi ed esitazioni, che lo stesso Chavez aveva visto e vissuto durante quei due anni, 2002-2004, quando molti dei suoi complici "rivoluzionari" avevano lasciato la barca o sopra la quale si poggiavano, flirtando con il "nemico".

Fin dall'inizio della riunione, Chavez nello stile di Bush dopo l'11 settembre, rimproverava e minacciava i suoi ufficiali così:“...farò una richiesta. Anche se non posso destituire i sindaci o i governatori, posso fare altre cose, giusto? Tenete presente che in questa nuova fase chi è con me è mio amico e chi non è con me, è contro di me. Cristo disse un giorno e lo ripeto qui. Non accetto mezze misure: io ho un piede per lì e un piede per qui, è ora di lasciare questo alle spalle... Chi non si sente veramente parte di questo progetto rivoluzionario, lo dica, con tutto che è il governatore di uno Stato o il sindaco di una città, assumendosi le conseguenze di quello che si dice.

Perchè Chavez minaccia?
 “In questo modo si perde la fiducia. Quando mi danno informazioni false perdo fiducia. Si perde la fiducia nell'equipe, perché se ho rapporti inesatti e falsi, mi si nascondono le cose, mi si riportano mezze verità di quello che è successo, quale altra cosa non potrebbe essere falsa?”

E quali erano i fatti che hanno aggravato i timori e i sospetti del presidente sulla sua amministrazione: i risultati delle elezioni di agosto e ottobre 2004, che stabiliscono, nonostante la vittoria in entrambi i processi, una forte crescita della cosiddetta opposizione.

 “...Conviene studiare i risultati delle elezioni regionali del 31 Ottobre con spirito critico e autocritico..... Come sottovalutare, ad esempio, che in alcune regioni la differenza tra la vittoria e la sconfitta siano state di poche migliaia di voti, e che questo si verifica, nonostante gli errori più stupidi assunti dai leader della vecchia politica? .. Non possiamo permetterci di permettere che questa oligarchia rimanga prigioniera del 40 per cento (40%) della nostra popolazione .. no, il 60% sono troppe persone. Troppe persone che non riusciamo a coinvolgere o spingere che i settori della popolazione più povera vada a votare..... Se continuiamo come andiamo, il prossimo anno alle elezioni avremo l'astensione sarà al 90%. Se noi non riflettiamo puntando dal basso, l'astensione vincerà e sarà una grande sconfitta politica per il nostro movimento ....Teniamo l'appoggio popolare e accresciamo la partecipazione e la nostra attenzione e l'amore verso le persone, non solo con la bocca, ma anche dimostrandolo, se no la nostra destinazione sarà la morte politica ...., se nel 2006 vinceremo con mezzo milioni di voti, il governo comincerà a sgretolarsi.

E le paure e le diffidenze di Chavez erano ben fondate:
 È necessario ricordare che, a seguito del colpo di stato e tutti quelli che ha coinvolto, l'ingovernabilità ha raggiunto un alto grado, la crisi economica, i nostri errori, c'è stato un momento in cui eravamo solo pedine. C'è una ditta di sondaggi internazionali, raccomandata da un amico, che è venuta a metà del 2003 e ha speso circa 2 mesi. E quando sono venuti al Palacio, mi hanno dato una notizia bomba: "Signor Presidente, in questo momento il referendum si è perso." Io ricordo quella notizia bomba di quella notte, perché si sa che molte persone non ti dicono le cose, ma solo delle sfumature. Questo è un male. “No, stiamo bene, siamo sovrani.”In quel momento abbiamo iniziato a lavorare con le misiones, progettiamo così il primo impegno, chiedendo il sostegno di Fidel. Gli dissi: "Guarda, io ho questa idea, attaccando a tutta forza", e mi rispose: "Se c'è qualcosa che so è che hai il mio pieno sostegno.” E cominciarono ad arrivare i medici in centinaia, tramite un ponte aereo... aerei che vanno e vengono portando le risorse; qui l'economia migliora, organizzando i quartieri, le comunità. Qui a Caracas si è iniziati con Freddy, con José Vicente a Sucre, e in Miranda con le guarnigioni militari in stato critico. E ci impegniamo a inventare le misiones…Aristóbulo, come si chiama? Robinson…, e di Ribas e Vuelvan Cara, e cominciamo a impegnarci tutti noi .... noi siamo il comando politico, abbiamo aggiustato alcune cose, e raccogliendo i sondaggi e le indagini, ma soprattutto i sondaggi, non falliscono. Non c'è nessuna magia: ecco la politica, non la magia: e vedono come ci siamo arrivati”[3]


Diffidando delle prestazioni e delle informazioni che gli propinavano gli adulatori, e temendo i risultati delle elezioni di agosto e ottobre 2004, che minacciavano la rielezione di Chavez nel 2006, Chavez non ha avuto nessun presunto interesse, quali le aspirazioni ed esigenze delle persone. Per non parlare dell' "amore dei poveri", amore spinto dalla necessità e dall'ambizione di perpetuare a se stesso il potere presidenziale. Ecco quali sono le vere ragioni dell'origine delle misiones sociales.

Ma le confessioni di Chavez circa l'origine delle misiones sociales, è nota sia per tutta la sincerità del caso che per tutto il cinismo che lo caratterizza; Chavez ha detto senza mezzi termini al suo staff come il controllo del processo di identità in Venezuela, sia determinante nei risultati elettorali:

 Qui mi limiterò a fare solo un commento, il controllo delle identità. Una cosa che dobbiamo continuare a farle. Abbiamo fatto molte cose positive, ma se non avessimo fatto il controllo delle identità, mio Dio! Credo che il referendum revocatorio perso,[4] sia stato dovuto al fatto che hanno votato contro ben 4 milioni di votanti… L'opposizione, quando ha vinto ad Arias Cardenas, ha avuto meno di 3 milioni di voti, precisamente 2 milioni e 600 mila voti, e ora a questo referendum si sono raggiunti 4 milioni. Ci si rende conto che hanno raccolto delle firme. Quello che è stato riferito a me, è che non sarebbero stati in grado di raccogliere le firme, perchè non avrebbero gestito 2 milioni e 400 mila voti, men che meno 2 milioni e 600 mila. Ah! Hanno ottenuto 4 milioni di voti... Ora, l'obiettivo di dicembre 2006 sarà 10 milioni di voti, e che sarò io il candidato. Non è una strategia elettorale


Perché nessuno dubiti dei veri interessi del signor Chávez, costui conclude con la seguente perla:Con una politica seria, ferma e persistente potremmo prendere un milione di queste persone, un milione di queste persone confuse, manipolate dai media...“ In poche parole, si tratta di comprare voti sfruttando le richieste e le necessità di popolazione che, in pieno XXI secolo, crede e segue un Messia salvatore.

Una confessione di rilievo. In pochi paragrafi, conosciamo in gran dettaglio il carattere fraudolento, demagogico e menzognero dei discorsi che hanno caratterizzato sia la politica delle misiones che dei programmi sociali, come la gestione del CNE ed i risultati elettorali del governo di Chavez. E se un progetto come le misiones sociales, che hanno una fonte di inganno politico e fraudolento senza precedenti, non ci si può aspettare che gli altri risultati di quei compiti siano una vera truffa, condita con corruzione e fallimento, come del resto è accaduto con la maggior parte di esse, come commenta Victor Alvarez: "Ognuna di queste iniziative ha avuto il suo momento di gloria, ha speso notevoli risorse. Ma non si vedendo risultati immediati dalle aspettative sperate: queste iniziative finiscono per essere rapidamente spostate, sostituite, rimosse o dimenticate da nuovi tentativi che si sono conclusi con la stessa sorte del precedente."[5].

Certamente, visto il fallimento della maggior parte di queste misiones e programmi e che quindi hanno adempiuto come propaganda elettorale, il governo si limiterà a ridurre il budget, cambiando il nome o inventandone uno nuovo con chiari scopi elettorali [6], persistendo nel deterioramento delle condizioni di alcuni come Mercal, Barrio Adentro e la Mision Sucre.

Perché funziona questa strategia del governo.
In Venezuela, la maggior parte della popolazione è in una delle sue crisi più profonde della sua storia nazionale, nonostante il boom del petrolio. Il lavoro precario o l'instabilità del lavoro informale, le poche prospettive per migliorare la propria situazione, specialmente tra i giovani, l'inflazione galoppante e il conseguente deterioramento delle condizioni di vita, l'insicurezza diffusa, la crisi degli alloggi, la diminuzione accelerata di acqua, elettricità, sanità e istruzione e anche dall'infrastruttura stradale hanno portato la popolazione venezuelana ad essere dipendente dallo stato venezuelano e prendersi le briciole lasciate dalla rendita petrolifera.

Questa dipendenza economica della popolazione dallo stato, è mostrato nei risultati di un sondaggio effettuato nel novembre del 2011:In Venezuela la penetrazione delle Misiones raggiunge il 45% delle famiglie, che rappresenta 8,5 milioni di persone che ricevono almeno il beneficio "di alcuni di questi programmi .... 3,9 milioni di persone "beneficiano del salario di Stato" (legato alle misiones), ma non significa che ci sono 3,9 milioni nel settore pubblico." E i 5,1 milioni di persone dicono che sono attivi o simpatizzanti con il PSUV, per cui "possiamo dedurre che ci potrebbe essere una sorta di beneficio economico" ... "una ciotola" da cui dipende gran parte della popolazione "direttamente dalla sua relazione con lo Stato. Più di 5 milioni di persone ricevono 2 o 3 dei benefici citati sopra."[7].Quando un quarto della popolazione di un paese è in qualche modo dipendente dai salari o dalla generosità dello Stato, spesso senza alcuno sforzo nell'aver ricevuto l'aiuto, troviamo una situazione che incoraggia il parassitismo sociale o una pratica di vivere del lavoro altrui. In questo modo il caro Sr. PRESIDENTE, che ogni Domenica parla nel suo programma "Alo Presidente",  passa 6 o più ore nell'inventare premi o promesse alla popolazione che ascolta questo programma. Tale programma non è solo una sottospecie di fonte di informazione, ma anche un modo per scommettere gratuitamente su quali promesse o premi faceva il Presidente con gli annunci di domenica.

Se la cricca politico-militare che dirige lo Stato è, da un lato, l'espressione di questo parassitismo sociale, di vivere del lavoro altrui, di arricchire il tesoro pubblico, dall'altro è uno strumento di sottomissione dei settori di lavoro e una forma di intimidazione delle classi medie, così come una forma di incoraggiamento e favoreggiamento dell'insicurezza e del crimine comune, o quello dei politici e dei militari, attraverso la promozione sfacciata d'impunità. E' chiaro perché le misiones sociales servano come strumento non solo elettorale, ma anche come arma politica e militare per il controllo sociale e sottomissione della maggioranza della popolazione.

Questo dev'essere presente quando c'è la questione del potere politico in Venezue; è bene tenerlo in mente quando si parla del Sr. Chavez e della sua "dittatura dal costume democratico ed elettorale", seduto su riserve di petrolio, armi e di un settore sociale che vive sul lavoro di altri, o nel caso della maggior parte della popolazione che sopporta giorno dopo giorno, e dove uscire dal problema è sempre più difficile oltre che urgente. (tradotto da NexusCo)

Note
[1] Il cui vero slogan è "Vivo è chi segue quel ruolo vivendo", che può essere applicato anche alle banche pubbliche e private, ai costruttori e così via.

[2] Dichiarazione del Presidente nel Taller de Alto Nivel, "La nuova mappa strategica" del 12 novembre 2004. Questo testo è stato curato da Marta Harnecker e riprodotta dal Ministero della Comunicazione e Informazione. http://www.minci.gob.ve. Tutte le prossime citazioni, salvo diversi chiarimenti, sono tratti da questo documento sottolineato.

[3] Qui vi è un'applicazione della massima di Franklin Delano Roosevelt: "In politica nulla accade per caso, se succede, potete scommettere che è stato pianificato in quel modo.".
[4]E questa confessione è proprio di Chavez, sopra il controllo delle identità effettuate tramite la Mision Identidad Identity; in esso si rivela il vero potere elettorale di Chavez. Come Stalin ha detto: "In un'elezione così importante, non conta chi vota ma chi conta i voti", Chavez sa perfettamente che i discorsi che ripetono il CNE, la CANTV e altre macchine elettorali, potranno ripetersi all'infinito. Parafrasando Mayer Rothschild: "Datemi il controllo delle macchine per il voto e non importerà chi vota e in quanti votano."

Leggi l'articolo pubblicato da Eric Ekvall, dal titolo “Frente a Las primarias: Verdades Incómodas o la Falacia de la Economía del Voto”. Vedi su http://porlaconciencia.com/?p=2121. E altri siti.

[5]Da dove viene il modello di produzione?, Victor Alvarez, Caracas 2009. Lo stesso Alvarez non si rende conto da cosa sono composti tutti questi piani, i programmi e le misiones e che non hanno alcun obiettivo di costruire un nuovo modello di produzione, ma solo ed esclusivamente mantenere il potere di una cricca militare, come quella Chavista, che si dichiara rappresentante e garante della stabilità dell'ordine sociale. In tal senso Chavez ed il suo modello hanno compiuto "gli obiettivi proposti."

[6] La Banca Centrale del Venezuela stessa, attraverso il suo responsabile di Statistica, nel mese di settembre 2011 ha presentato una panoramica delle principali misiones del governo, mostrando che alcuni di loro erano scomparsi e i restanti avevano diminuito l'efficacia e l'impatto tra la popolazione del paese, a cui erano diretti. Vedere www.bcv.org.ve/epf0809/resultepfiv1.ppt

[7] http://www.eluniversal.com/economia/120125/crece-dependencia-economica-de-los-venezolanos-con-el-estado-imp.

4 commenti:

  1. Va bene tradurre gli articoli contro i regimi dei paesi emergenti "antioccidentalisti"(o "antimperialisti" come si vuole chiamare)ma potreste anche postare articoli libertari che parlano anche del Cile,della Colombia o del Messico,o dell'Ue,dei paesi del Golfo ecc.Grazie,anche per evitare inutili strumentalizzazioni.

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    1. ad anonimo (firmarvi non costa molto eh): purtroppo abbiamo molto materiale da tradurre -abbiamo solo un traduttore eh- e per il momento ci siamo occupati dei casi dell'Argentina e del Venezuela. Speriamo che prossimamente il traduttore riesca a tradurre i vari articoli inerenti ai restanti paesi sudamericani (anche perchè ci siamo occupati in maniera molto lineare di quello che succede in Perù, Brasile e Guatemala).

      Per il discorso sull'UE e sui paesi del Golfo, bisogna fare una ricerca molto accurata, perchè vorremo evitare di postare robe di deriva destroide o terzoposizionista. Ed è chiaro che prossimamente c'è ne possiamo occupare (tempo e traduttore permettendo)

      Ma non si tratta affatto di inutili strumentalizzazioni :D
      Semplicemente ci interessava sapere di più su questo paese, in quanto, come te saprai, è osannato da molti sinistrati italiani

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  2. Ok grazie.Cmq è un consiglio per diffondere controinformazione internazionale,e parlare solo di determinati posti,per i lettori,può stancare.

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Estratto dell'articolo "Maggioranza e Minoranza"

Noi non vogliamo imporre niente a nessuno, ma non intendiamo sopportare imposizioni di alcuno.
Felicissimi di veder fare da altri quello che non potremo far noi, pronti a collaborare cogli altri in tutte quelle cose quando riconosciamo che da noi non potremmo far meglio, noi reclamiamo, noi vogliamo, per noi e per tutti la libertà di propaganda di organizzazione di sperimentazione
La forza bruta, la violenza materiale dell’uomo contro l’uomo deve cessare di essere un fattore della vita sociale.
Noi non vogliamo, e non sopporteremmo gendarmi, nè rossi, nè gialli, né neri. Siamo intesi?
[cit. Umanità Nova anno I, n 168, Milano il settembre 1920.]