lunedì 27 febbraio 2012

Val Susa la polizia attacca:compagno caduto da un traliccio, ferito grave


per info: http://anarresinfo.noblogs.org

Val Susa. La polizia attacca: compagno caduto da un traliccio, ferito grave.
Questa mattina intorno alle 8 la polizia in assetto antisommossa è uscita dalle reti ed ha circondato la Baita Clarea, intimando ai No Tav di andarsene. Intendono prendere la Baita e occupare l’intera zona per avviare i lavori del tunnel geognostico. Un compagno salito su un traliccio dell’alta tensione, inseguito dai poliziotti viene obbligato a salire in alto, cade da una decina di metri dopo essere stato folgorato. Dopo 45 minuti non è ancora arrivata l’ambulanza. La polizia impedisce ai compagni di avvicinarsi. Manganelli ha detto che i No Tav vogliono il morto, questa mattina l’intervento di un carabiniere ha quasi ucciso un No Tav. Numerosi No Tav si stanno raccogliendo a Giaglione per dirigersi alla Baita. Da venerdì si stavano raccogliendo negli alberghi e nelle caserme di Torino a della Val Susa. Ieri sera si era svolta una riunione dei Comitati No Tav trasformatasi in una assemblea popolare. L’assemblea aveva ribadito la volontà di resistere all’occupazione e di mettersi di mezzo per contrastare l’imposizione violenta dell’occupazione. La polizia per timore della resistenza popolare ha anticipato l’attacco a questa mattina. Chi può vada a Giaglione subito. Per chi non può l’appuntamento è alle 17,30 a Bussoleno. Facciamo appello perché in tutta Italia ci siano iniziative di sostegno

0 commenti:

Posta un commento

Estratto dell'articolo "Maggioranza e Minoranza"

Noi non vogliamo imporre niente a nessuno, ma non intendiamo sopportare imposizioni di alcuno.
Felicissimi di veder fare da altri quello che non potremo far noi, pronti a collaborare cogli altri in tutte quelle cose quando riconosciamo che da noi non potremmo far meglio, noi reclamiamo, noi vogliamo, per noi e per tutti la libertà di propaganda di organizzazione di sperimentazione
La forza bruta, la violenza materiale dell’uomo contro l’uomo deve cessare di essere un fattore della vita sociale.
Noi non vogliamo, e non sopporteremmo gendarmi, nè rossi, nè gialli, né neri. Siamo intesi?
[cit. Umanità Nova anno I, n 168, Milano il settembre 1920.]