sabato 25 febbraio 2012

Ideologie

Tratto da Reflexiones desde Anarres e tradotto da NexusCo

Che cosa intendiamo esattamente quando parliamo di avere una "ideologia"? Fuggendo dall'uso che ne fa la filosofia come strumento elitario, e come separazione dal mondo delle idee con la realtà quotidiana (cosa che considero molto comune), ci sembra importante riflettere su questo aspetto, e per diversi motivi. Da un lato, viviamo in una società fondamentalmente conservatrice, in cui l'ideologia sembra una cosa arcaica e a che fare con persone molto dogmatiche che desiderano invano di cambiare il mondo secondo un modello prestabilito. Purtroppo, anche a livello volgare, è il pensiero che ha prevalso: le grandi ideologie sono morte e tutti i tentativi di far rivivere loro suppone il pericolo di una nuova tentazione totalitaria. Se noi situiamo in una posizione molto differente persone che hanno sicuramente un'ideologia, esse si barricano nelle loro idee, pretendendo tutto come se fosse stato dato in anticipo, senza avere un maggiore impegno umano nel risolvere le varie questioni. Diciamo che la parola "ideologia" può essere una lettura polisemica, in alcune delle quali dovrebbe avere un certo livello di profondità, o semplicemente può essere definito come un "insieme di idee" (di una persona o d una collettività). In entrambi i casi, riducendo l'ideologia a qualcosa di dogmatico o relegarla a qualcosa di già superato o considerarla un attitudine immatura, sono visione povere e il risultato di un momento disastroso in cui viviamo per il pensiero. Ognuno ha un insieme di idee o si fa influenzare da esse, di un'ideologia, e ben altra cosa è stare ben lontano da entrambi gli atteggiamenti dogmatici o dall'essere accondiscendenti. Penso che la nostra società è più incline all'essere accondiscendente, cioè lasciarsi sedurre dal pensiero degli altri; così fanno come le persone con una certa influenza in ambito mediatico che non si caratterizzano, spesso, per un gran livello intellettuale, nè etico, ma solo sfruttando l'accondiscendenza delle masse, impoverendo il livello di discussione.

Marx, tanto brillante quanto eccessivo, riteneva che l'ideologia era un'illusione della coscienza, risultante dalle basi materiali e dello stato di classe, e inoltre [rappresentava] un ritardo della coscienza sociale circa l'evoluzione dei bisogni materiali della società. Questo punto di vista, il più rigido in considerazione di tutte le forme di sovrastruttura culturale (filosofia, scienza, diritto, religione ...) derivante dalle infrastrutture economiche, a mio opinione, è degna di essere presa in considerazione.
Marx fa la sua critica all'ideologia e ritiene che l'alienazione della coscienza è il riflesso intellettuale dell'alienazione dell'uomo che si ritrova in determinate condizioni economiche (aggravato nel sistema capitalistico). Da questa prospettiva, il carattere ideologico del pensiero non sarebbe una proprietà essenziale invariabile della ragione umana, ma un risultato di falsi rapporti sociali. Ci può essere un altro significato dell'ideologia in Marx, in relazione alla considerazione della "teoria falsa" che sarebbe venuta ad opporsi alla vera conoscenza o scienza reale e positiva. Tuttavia, restiamo con l'importanza di questo concetto di ideologia come "falsa coscienza" (e ripeto, tutti teniamo o noi veniamo influenzati da un insieme di idee), dal momento che la classe dominante progetta i suoi interessi attraverso attraverso queste espressioni morali e culturali. Alcuni marxisti, tuttavia, hanno accettato questa considerazione dell'ideologia come falsa coscienza, ma hanno distinto altre interpretazioni di ideologia, come modo di lottare contro questa falsa coscienza.

Anche tenendo conto di questa concezione marxista dell'ideologia, dobbiamo allargare l'orizzonte e allontanarci da tanta alienazione e determinismo. L'ideologia ha molti, troppi, volti e può essere verificata solo attraverso le idee di etica e prassi sociali. Cioè, per me parlare di ideologia è necessariamente etico, ma entrambi i termini sono spesso divergenti.
E per quanto riguarda l'anarchismo?
Anche se certamente non tutti saranno d'accordo con me, vorrei adattare il carattere meramente "ideologico" alle idee libertarie. Inoltre, l'anarchismo è associata con molte idee (il materialismo, la scientificità, l'ateismo ...), ma siamo d'accordo che l'orizzonte è (sempre) più ampio. In realtà, molte posizioni possono essere distinte nell'evoluzione delle idee anarchiche, quindi è praticamente impossibile associare l' "ideologia" anarchica con il dogmatismo. Tornando sul terreno marxista, e le sue ossessioni di classi, esso relega l'anarchismo come un'ideologia propria del piccolo borghese, e di tale cosa si accusano Proudhon o un "declasado" come Bakunin. Se si deve associare l'anarchismo con una classe, sarebbe quella dei più oppressi: proprio in Spagna ha trionfato sia il proletariato urbano che rurale, il che rende molto difficile ridurre il tutto all'analisi di una condizione di classe. Possiamo accettare, anche per non stare costantemente a qualificare e finire di ostacolare la comunicazione, che vi è una ideologia anarchica che comprende una tradizione storica e una serie di pensatori e tendenze. Ma ricordate che l'anarchismo è sempre collegabile ad una forte etica che agisce come un vero motore sociale. Per esempio, possiamo rapidamente abbracciare il materialismo, inteso come il desiderio di migliorare le condizioni materiali della società, ma può essere sviluppato solo attraverso l'idea di solidarietà, la pratica di azioni di sensibilizzazione e di influenza umana. E' la solidarietà, o qualunque altra forma etica che è parte di un'ideologia, a essere parte di una (presunta) essenza umana? Forse, come avrebbe considerato Marx, la falsa coscienza sarebbe diventata solubile in una società senza classi? Forse si deve accettare, per amore della libertà, che una o l'altra idea è parte di una possibilità di esistenza umana. Molti lavori del terreno delle idee o ideologie, e non dobbiamo trascurare la possibilità della sua influenza, e anche delle relazioni sociali, ostacolano enormemente la possibilità di un cambio di coscienza. In ogni caso, restiamo con due idee importanti: che tutti, assolutamente, siamo influenzati da una serie di ideologie e l'impegno etico deve avere conto di molte idee a disposizione.

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Estratto dell'articolo "Maggioranza e Minoranza"

Noi non vogliamo imporre niente a nessuno, ma non intendiamo sopportare imposizioni di alcuno.
Felicissimi di veder fare da altri quello che non potremo far noi, pronti a collaborare cogli altri in tutte quelle cose quando riconosciamo che da noi non potremmo far meglio, noi reclamiamo, noi vogliamo, per noi e per tutti la libertà di propaganda di organizzazione di sperimentazione
La forza bruta, la violenza materiale dell’uomo contro l’uomo deve cessare di essere un fattore della vita sociale.
Noi non vogliamo, e non sopporteremmo gendarmi, nè rossi, nè gialli, né neri. Siamo intesi?
[cit. Umanità Nova anno I, n 168, Milano il settembre 1920.]