martedì 24 maggio 2011

I due limiti di Fernando Tarrida del Mármol

Pubblicato nel giornale Huelga General del 4 Dicembre 1901

"Lo scopo ultimo della vita umana, ha detto Lev Tolstoj, in mezzo a questo mondo, che l'infinito nel tempo e nello spazio non può essere accessibile all'uomo limitato".

Questo obiettivo, impossibile da raggiungere, ma che può essere cercato a tempo indeterminato, è comprensibile per l'uomo ed è l'ideale per coloro che vogliono contribuire alla sostituzione di una vita odiosa, egoista, violenta e irrazionale a una di felicità, fratellanza, per la libertà, con ragione; che è, in breve, l'aspirazione di chi vuole a diminuire in modo costante il male e costantemente il bene, non solo per il proprio interesse personale, ma principalmente e soprattutto per l'interesse di tutta l'umanità, capendo anche che solo per il lavoro per il bene di tutti si raggiunge la propria felicità.

I piaceri materiali, morali e intellettuali aumentando ogni giorno e non cessano di aumentare, ma purtroppo nella nostra società autoritaria, sono accumulati da pochi privilegiati, e più precisamente da quelli che contribuiscono maggiormente a produrre e che non si può godere. In ogni caso queste risorse esistono; sono beni acquisbili di cui ciascuno ha la sua parte il giorno in cui il mondo è organizzato in modo equo, e aumenteranno sempre, perché le applicazioni della scienza sono infinite, perché ogni invenzione è quasi sempre l'origine di una nuova invenzione e che la maggior parte soddisfano le esigenze di dare luogo a nuove esigenze ... Il sentiero segue il percorso reale, come le vie ferrate (i binari dei treni,ndb), il veliero dei grandi transatlantici,le mongolfiere dai grandi palloni riempiti di gas, i precursori delle navi ad aria (si riferisce o ai Zeppelin o ai primi aerei,anche se questa seconda opzione è da escludere visto l'anno di pubblicazione dell'articolo,ndb), e in ciascuno di questi miglioramenti sono stati osservati aumenti del benessere, sicurezza e velocità; li si è riusciti a farli andare a 50 km all'ora visto che prima andavano a 30; tre anni dopo gli 80 non bastano: questo fenomeno si osserva in tutti i settori dell'arte, della scienza e dell'industria.

Questa è una conseguenza della condizione umana, ed è anche la garanzia più affidabile del progresso indefinito.
Il limite di questo aumento è la gioia potenziale di tutti gli importi che crescono in modo continuo, cioè l'infinito; una quantita più grande che tutto il valore, per quanto grande sia, non arriverà mai a limitarsi, ma che tende sempre ad evolversi.
Questa è la prima fase della lotta.

La seconda è l'eliminazione del male. Dal punto di vista dell'umanità, il peggiore di tutti i mali, che genera quasi tutti gli altri è la mancanza di libertà.

Anche se si è ritenuto necessario definire la libertà, si dirà, che è quella di permettere al corpo tutte le manifestazioni fisiche, morali, intellettuali, produttive e aspettative dei consumatori, e che queste manifestazioni non distruggono agli altri le loro manifestazioni.

Questa limitazione non è artificiale, ma naturale, come la condizione stessa della possibilità della libertà, senza la quale non potrebbe esistere; perchè se con il pretesto di mio gusto mi abrogo il diritto di impedire al mio vicino di scrivere una lettera,per esempio,riconosco un diritto analogo sopra di me,e quindi,per tanto,di tenere la libertà di scrivere una lettera senza che nessuno mi fermi.

Le prime manifestazioni contro la libertà così definita è il principio di autorità. Questo può essere di due tipi: artificiali e naturali.

Il primo è il risultato di un contratto,di una legge o la forza, e possono essere represse con la forza o con un patto.

Il secondo, che si manifesta in tanti modi, ma tutti molto naturali -fenomeni fisici, attrazioni amorose,superiorità intellettuale, influenze morali, ecc- deve essere, almeno per quanto riguarda i suoi risultati potenziali, combattuto senza sosta con gli sforzi combinati di tutti. La soppressione è una condizione di felicità, uno degli oggetti della vita umana consiste nel perseguire la sua completa scomparsa. Non sarà mai completa, ma si affronterà sempre l'obiettivo insistentemente.

Il limite di questa diminuzione di autorità e quella di tutti i quantitativi che si riducono in modo continuo, cioè zero, ovvero una quantità inferiore a tutte quelle quantità positive, che per quanto piccole, questo limite non si arriva a incontrare mai ma si tende sempre ad avvicinarsi.
Questa è la seconda fase della lotta.

* * *

Non credete a chi si dichiara anarchico perchè [costui si] riconosce nell'anarchia assoluta: la completa eliminazione di ogni forma di autorità è un sogno impossibile.
Supponiamo che un medico si prenda cura di un paziente con una malattia incurabile, anche se suscettibile di essere combattuta con forza; farà in modo tutti gli sforzi immaginabili per reprimere tutte le manifestazioni di dolore e disagio, a ridurre quello che resta e per ridurla anche come possibile, per avvicinarsi sempre di più ogni volta per completare la guarigione, che riconosce tuttavia come impossibile.
Significa che è a favore della guarigione parziale? No; è sostenitore di guarigione assoluta, e opera unicamente agendo in modo che la cura parziale sia la più completa possibile.
Allo stesso modo,chi tende a zero per l'autorità è un anarchico; anche se lo zero non sarà mai raggiunto.
E',d'altra parte, facile da dimostrare,che è giusto che sia così, affermando che alcuni hanno combattuto quando dichiaravano di voler raggiungere il punto zero di autorità e che avrebbe determinato la scomparsa dell'obiettivo.
E' facile dare una semplice formula matematica della Felicità generale.

Vengono date le seguenti formule, P come i progressi compiuti,A la quantità di autorità esistente. Dal momento che la Felicità è direttamente proporzionale a P e in proporzione inversa ad A,la formula  della Felicità (F) sarà in questo momento:



F = c {p \over a}


dove C è un coefficiente che dipende da un certo numero di quantita finite.
F aumenterà quando P è maggiore o quando A è più piccola. Se questa diminuisce costantemente e P,nel frattempo,aumenta sempre più,la Felicità Generale F aumenterà ugualmente senza interruzioni e in proporzioni considerevoli.

Ma P, cioè, il progresso non può essere infinito. Se si arriva a essere pari a zero (0), la formula per la felicità generale, al momento, sarebbe



F = c {p \over 0} = z

cioè, un importo più grande di qualunque somma o grande che sia, in altre parole, non sarebbe così destinato ad aumentare.
Lo scopo della vita cesserebbe di esistere.

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Estratto dell'articolo "Maggioranza e Minoranza"

Noi non vogliamo imporre niente a nessuno, ma non intendiamo sopportare imposizioni di alcuno.
Felicissimi di veder fare da altri quello che non potremo far noi, pronti a collaborare cogli altri in tutte quelle cose quando riconosciamo che da noi non potremmo far meglio, noi reclamiamo, noi vogliamo, per noi e per tutti la libertà di propaganda di organizzazione di sperimentazione
La forza bruta, la violenza materiale dell’uomo contro l’uomo deve cessare di essere un fattore della vita sociale.
Noi non vogliamo, e non sopporteremmo gendarmi, nè rossi, nè gialli, né neri. Siamo intesi?
[cit. Umanità Nova anno I, n 168, Milano il settembre 1920.]